Una mamma adottiva

La mia “mini me”…

La mia mini me è rappresentata da una piccolissima matrioska, minuta e fragile, quella fragilità luminosa dei cristalli più preziosi e semplici.
E’ li che guarda la “grande me”, una matrioska grande e forte.
Tornano emozioni forti, sale la disperazione, i pianti singhiozzanti da bambina, la stessa che tempo prima avevo visto durante una meditazione particolarmente significativa, seduta sul prato con gli occhi spalancati che si chiudevano ritmicamente facevano su e giù’,  in attesa di coccole che non arrivano mai.

La matrioska più grande è troppo grande, non sono ancora così grande, e quindi decido di sostituirla con una un pochino più piccola, meno invadente, una sorellina maggiore.
Lei vorrebbe fare qualcosa per mini me, ma davvero non sa, non conosce; semplicemente incomincia a guardarla ed il suo cuore si riempie di calore, come un faro che illumina, la sua mano calda desidera solo accarezzare il volto di quella bimba, in modo lieve, tenero e sottile.
La piccola “mini me” sembra bisognosa di cure, coccole, calore e sorrisi, occhi dolci ed accoglienti che la guardano, forse chiede semplicemente di essere vista ed accolta.

Siamo nello studio della mia counselor, ultimo appuntamento prima del grande viaggio che mi porterà in Africa ad incontrare mia figlia adottiva di due anni.
Mini me è anche molto arrabbiata e le viene voglia di spaccare tutto, lei quella piccola bimba Africana davvero non la vuole; “Cosa vuole quella li?. Ci sono già io, lei non serve proprio!”.
Terrore, paura ed incertezza tutte li nella mia “mini me”.
La mia “mini me” viene depositata con cura nel mio portafoglio, mi accompagnerà nel mio grande viaggio per ricordarmi che esiste, che oggi c’è anche una sorella maggiore che può’ occuparsi di lei, non deve far tutto da sola, può fidarsi di qualcuno, non tutto dipende da lei.

Porto il mio tesoro con me e fiduciosa salgo sull’aereo del grande viaggio.
Ma “mini me” non arriva con me a Nairobi, in qualche modo si è persa, nel portafoglio non c’è più…
Forse non serve più, adesso è nel mio cuore.

Di fronte a me ora “una piccola mini me” di colore cioccolato. Vedo i suoi occhi, il suo sguardo, sento il suo corpo caldo, non dimentico di abbracciarla, di coccolarla di passarle la mia mano caldo sul dolcissimo viso di angioletto; la osservo fare i primi passi nella vita con una immensità di coraggio. Io sono li, la osservo, il mio sguardo caldo la vede, tenta di rassicurarla lasciandola fare; sono li con lei, sono li con lei e “la mia mini me”. Grazie a lei posso ora prendermi cura di tutte e due.

Una mamma adottiva (Cliente)

2017-10-31T16:13:59+02:00