3D perché tre sono i piani coinvolti nel processo: mente che racconta e capisce, occhi che vedono e percepiscono, corpo che sente e vive.

Quando le persone durante i colloqui si raccontano, possono simbolizzare la propria esperienza attraverso gli strumenti proposti, e mentre lo fanno gli occhi tengono insieme la rappresentazione dei vissuti e il corpo viene coinvolto nel processo.
E’ da questo, che nasce solitamente una comprensione più profonda e ampia, che muove un nuovo sentire nel corpo. E’ come se si verificasse una specie di “aggiornamento” dei fatti vissuti in cui si sperimenta di essere contemporaneamente osservatori e protagonisti della propria storia.

mente che racconta e capisce: è il piano che riguarda l’archiviazione dell’esperienza così come è stata vissuta al momento dalla persona, “i dettagli” colti dalla realtà, le emozioni vissute, i pensieri manifestati e quelli trattenuti, le credenze e le fantasie, le aspettative, le azioni fatte o mancate, le cose dette o non dette. In questo c’è tutto il mondo interiore di chi porta nel colloquio il suo disagio.

occhi che vedono e percepiscono: è il piano in cui è possibile per un tempo, osservare le cose da una certa distanza per poterle raccontare senza esserne allagati emotivamente. Da questa distanza è possibile avere una visione di insieme dei vissuti, anziché lineare come accade con le parole, in cui talvolta si rimane “appesi” all’ultima cosa detta. Da questo piano, cominciano a riattivarsi nuove risorse, che successivamente permetteranno di immaginare azioni utili a superare l’empasse in cui ci si trova.

corpo che sente e vive: è il piano in cui si attiva il “cambiamento effettivo”. Nell’esplorazione simbolica attraverso per esempio lo strumento delle cordine, si rappresenta e si abita la domanda portata. In questo si attiva nel corpo un coinvolgimento totale del proprio Essere bio-psico-emotivo e l’attenzione a quanto accade all’interno di sé, permette una comprensione “altra” degli eventi. Non è solo un capire come stanno le cose, analizzandole o interpretandole (funzione mentale), quanto piuttosto un comprenderle, sentendole mentre ogni cosa “trova un nuovo posto” dentro… E il respiro si fa più ampio e nella mente c’è più chiarezza per il “prossimo passo da fare”.

Nelle varie esplorazioni, aiutati dagli oggetti simbolici, diventa possibile recuperare, “tutti i noi” che siamo stati, che si manifestano nel presente e ci agiscono nostro malgrado. Durante le diverse esplorazioni cominceranno a emergere in modo naturale nuovi pensieri e nuovi comportamenti, a partire da un maggiore ascolto di sé e dei propri bisogni, momento per momento, perché la Vita è Nuova ad ogni respiro… nell’Adesso…

Utilizziamo pietrematrioskecordine  – Counseling in 3D® durante i colloqui, sia individuali che di coppia, e nei  percorsi di crescita per piccoli gruppi, dove diventa strumento di autoconoscenza ed autoeducazione. E’ un metodo che permette di ritrovarsi e scegliere nuovi comportamenti che generano BEN-ESSERE.

Per gli operatori della Relazione di Aiuto, può essere Strumento e Metodo di lavoro, da integrare alla propria formazione di base.

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Offriamo corsi, in cui presentiamo gli strumenti e ne spieghiamo il loro utilizzo: come inserirli all'interno del colloquio di counseling, cosa si fa utilizzandoli, cosa succede e che processo promuovono nel percorso della persona. Sperimentazione con piccoli esercizi o simulate.
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